Antidarwinismo in Italia

LE CONTRADDIZIONI DELLA TEORIA DELL’EVOLUZIONE
di Leonetto – 15/11/13 –
La puntata del 5 Ottobre si apre discutendo sulla questione dell’evoluzione umana, nello specifico facendo presente come neodarwinisticamente parlando si assiste a punti di vista completamente discordi fra loro, da chi afferma che si sia arrestata, chi stia ancora avvenendo, chi che abbia subito rallentamenti etc etc… Nello specifico si inizia col riferimento a dichiarazioni  del direttore de “Le Scienze” Cattaneo che riprende le affermazioni secondo cui l’evoluzione umana sarebbe finita di un noto giornalista scientifico Sir David Attenborough, per  andare a scrivere un qualcosa che in futuro potrebbe garantirgli un meritato asino d’oro.
Prima  di concentrarsi sulle agghiaccianti parole di Cattaneo si può considerare il punto di vista  di altri neodarwinisti sull’argomento. Ian Tattersall  -antropologo, New Yorlk musseum of Natural History- sostenne che “il processo dell’uomo è terminato e l’Homo sapiens è ormai giunto al capolinea”; Stephen Stearns ed il suo team di ricerca -Yale University- hanno invece affermato che l’evoluzione sta comunque andando avanti e che “immaginano le donne del futuro più basse e robuste, caratteristiche che assicurerebbero una maggior fertilità a vantaggio evolutivo”; nel  libro The 10,000 Year Explosion: How Civilization Accelerated Human Evolution di Henry Harpending eGregory Cochran-Università dello Utah, circa il 7% dei geni umani sarebbero ancora sottoposti a pressione evolutiva; John Hawks-University of Wisconsin-, afferma che  “Il futuro dell’uomo sarà su altri pianeti, pertanto per adattarsi ai nuovi mondi dovrà evolvere”;
Geoffrey Miller -University of New Mexico-invece che “l’evoluzione umana è in evidente accelerazione spinta dalle sempre maggiori possibilità di scelta del partner”. Appare subito evidente che vi sia una sorta di confusione fra la selezione (nel caso magari sessuale) e l’evoluzione proprio come ricordato da Pennetta in questo articolo. Articolo che straordinariamente vide apparire una replica ad esso su Pikaia, replica di cui Pennetta parla qui . Di fronte alle varie opinioni quindi spesso discordanti dei neodarwinisti sulla faccenda anche Fratus scrisse a sua volta un articolo su ’Antidarwin’.
Insomma un tema dove si possono trovare vari pareri e molto distanti fra loro, spesso che si contraddicono l’un con l’altro. Pennetta in trasmissione spiega come non ci dovrebbe essere da vedere una così marcata eccezionalità nelle parole di Attenborough o di Tattersall quando da millenni,dai tempi dei Sumeri, dei Babilonesi, Cinesi arcaici vediamo che l’uomo è rimasto tale, ma soprattutto che che da circa 200.000 anni è presente Homo sapiens e nessuno (ovviamente) ha mai detto che il sapiens di oggi sia da ritenere una specie diversa da quello più antico. Ma  non è tutto infatti in verità come abbiamo avuto modo di osservare anche Neanderthal, Erectus etc.. potevano essere raggruppati nella stessa specie visto che si incrociarono dando prole fertile, tanto per dirne una..  Eppure questa semplice constatazione è bastata a lasciare basiti i sostenitori della teoria neodarwiniana. L’argomento non poteva non suscitare anche la curiosità del CICAP che ha trovato nell’argomento un buon modo per festeggiare gli ultimi Darwin-days. Il dott. M.Ferrari infatti è categoricamente contrario al pensiero sopra espresso di Pennetta, tanto che vede nel l’idea che l’uomo non subisca più l’impatto dell’evoluzione e che quindi la nostra specie, Homo sapiens, sia invariata da migliaia di anni una mera leggenda urbana. E va addirittura, pur a malincuore, a bacchettare S.J.Gould per aver detto che “Negli ultimi 40.000 o 50.000 anni non c’è stato cambiamento biologico negli esseri umani. Tutto ciò che chiamiamo cultura e civiltà l’abbiamo costruito con lo stesso corpo e lo stesso cervello”.
Come lo fa? questa è la parte più sorprendente, con un’affermazione perentoria sostiene che “Unnumero molto elevato di mutazioni non può che mettere a disposizione dell’evoluzione nuovi “tratti” che possono essere sottoposti a selezione naturale.” Purtroppo quindi anche il dottor Ferrari ricade in quell’errore che il prof.Pennetta ha contestato a Pikaia, ossia il confondere l’evoluzione con la selezione, o, comunque, anche se non è tanto questo il caso, con l’adattamento microevolutivo o la degenerazione del genoma,tema ripreso anche su Cs in questo articolo . L’evoluzione, ricorda Pennetta, non è solo speciazione, la neolingua evoluzionista ha stabilito che si possa essere in presenza di evoluzione anche senza produzione di nuove specie. Si tratta di quella che comunemente si indica come “microevoluzione”, cioè quella comparsa di levi cambiamenti che aumentano la variabilità all’interno della specie senza che però si sia minimamente in presenza di cambiamenti che preludono alla comparsa di una nuova specie. E non esiste nessuna corroborazione scientifica del fatto che “Un numero molto elevato di mutazioni non può che mettere a disposizione dell’evoluzione nuovi “tratti” anzi fino al momento si sono riscontrati risultati opposti!
Sarà chiaro a questo punto come il tema sia composito da una moltitudine di dichiarazioni, osservazioni su studi  etc.. molto frastagliate e che arrivano (come nel caso dello Stearnslab et al.) anche a gettare previsioni sul futuro della razza umana. Su Cs, per esempio si trattò riguardo aquesto . Ma non è che una goccia nel mare infatti ecco qui i 10 step (“possibili”) della futura evoluzione umana.
Ce ne parla addirittura National Geographic in cui cerca di sintetizzare in 4 possibili scenari la possibile evoluzione o non evoluzione umana. Inevitabile il riferimento a transumanesimo, a tal proposito nella carrellata va ricordato lo studio condotto da Rispolverando il vecchio Nietzche viene proposto un pensiero direttamente dall’ISTITUTO dell’UMANITA’ FUTURA (Oxford University), di cui si trova notizia su questo numero di Focus secondo cui “grazie alla clonazione, alla cibernetica, alla nanotecnologia, gli uomini del futuro saranno supersoldati, superatleti e addirittura potenzialmente immortali potendo trasferire struttura e mente in un computer in grado di vivere, alimentato, in eterno..”
A questo punto è possibile tornare al direttore Cattaneo, partendo dalle sue parole che vengono ricordate in trasmissione provocando uno shock a Fratus. Infatti si dice placidamente che “Ma ci sono altri fenomeni che potrebbero favorire un’evoluzione «al contrario»: per esempio molti di coloro che frequentano università e dottorati ritardano la procreazione, mentre i loro coetanei non laureati fanno figli prima. Qualcuno sostiene dunque – con un’equazione un po’ ardita – che se i genitori meno intelligenti facessero più figli, allora l’intelligenza sarebbe diventata uno svantaggio darwiniano, e la selezione naturale potrebbe sfavorirla. Ma in questo caso, anche se contro di noi, la selezione continuerebbe implacabile la sua azione.”
È incredibile, Cattaneo si basa sul film Idiocracy . Pennetta che aveva affrontato le dichiarazioni di Cattaneo in questo articolo su CS, dichiarazioni che oltre che non essere minimamente scientifiche sono pericolosamente classiste se non razziste. Come ricorda Fratus in trasmissione un conto è l’intelligenza, un altro è la cultura, esistono diversi tipi di intelligenza, logico-matematica, artistica, musicale, corporeo- cinestesica, spaziale, linguistica, interpersonale, intuitiva, sociale, economica etc etc.. Riguardo a questo specifico argomento su CS Pennetta ne aveva parlato a tal proposito. Il QI, o IQ, valuta il quoziente intellettivo, non l’intelligenza che è la facoltà di concepire, capire, costruire un ragionamento, non la capacità di restituire un sapere, per quello il QI degli  immigrati migliorava, raddoppiava anche a 5 anni dal’ingresso nel nuovo paese, non era l’immigrato era il vecchio paese (quindi un sistema ambiente più cultura) dell’immigrato che ne aveva pregiudicato il QI.
Peraltro questo indicatore fornisce per lo più stime dal basso per diagnosticare problemi, deficit non per fare una sorta di graduatoria.. l’intelligenza non è misurabile sia anche solo perché combinazione di tutti quei tipi di intelligenza ricordati sopra. Quindi ancora una volta si deve constatare come di riflesso si possano riscontrare politiche neocoloniali, razziste, maltusiane che si fanno scudo col neodarwinismo e la cosa è così occulta, esoterica che spesso molte persone accettano determinati fatti e si lasciano a determinate dichiarazione inconsci di cosa stiano dicendo… Ma, come se non bastasse, l’articolo su Repubblica (pur non citandone la fonte, quindi potrebbe essere anche un ulteriore scivolone del dott.cattaneo) riporta una considerazione secondo cui “Secondo un altro punto di vista, infatti, l’evoluzione genetica continua, ma in direzione opposta. La vita sedentaria, con l’indebolimento dell’apparato scheletrico, per esempio, è uno dei fattori che potrebbero renderci meno adatti alla sopravvivenza, in senso darwiniano.” finendo pienamente in ambito lamarckiano..
Eh sì, perché in trasmissione si ricorda che c’è molta disinformazione e confusione fra il pensiero di Lamarck ed il neodarwinismo. Nondimeno molti dimenticano o ignorano che Darwin sotto quel punto di vista, ricorda Pennetta, credeva nella trasmissione dei caratteri acquisiti tramite pangenesi, uso e disuso. La differenza fra il filosofo e il naturalista stava che se Lamarck rispecchia una visione socialista per cui tutti gli individui della specie  crescono, avanzano verso il progresso evolutivo, Darwin rispecchia la visione capitalistico-colonialista (razzista) competitiva anglosassone del tempo in cui non tutti ma solo chi è più avvantaggiato, chi è migliore prevale e l’altro deve soccombere.
Come accennato sopra riportando un pensiero espresso da  studiosi dell’Università di Oxford con visioni transumanistiche  si è fatto riferimento a Nietsche e quindi alla sua idea di superuomo. Fra le altre cose visto che si è visto un riferimento cinematografico con Idiocracy si può ricordare anche “The Time machine” in cui si vede proiprio l’evoluzione umana che ha prodotto anche una sorta disuper-uomini la cui corteccia cerebrale occupa una ben maggiore porzione del corpo, e che sono pure più forti fisicamente.. vabbeh, fantascienza a parte,tornando a Nietzsche che viene un po’ posto come l’archetipo di questi principi, Fratus in trasmissione ricorda che non viene quasi mai ricordato come il filosofo fosse antitetico in un certo qual modo alla visione darwiniana. È quindi importante finire questa carrellata di pensieri sul tema dell’evoluzione umana con il pensiero ideologico, atto a facili propagandisti, di F. Nietzsche.” L’umanità non presenta una evoluzione verso qualcosa di migliore o di più forte o di più elevato nel modo in cui oggi questo viene creduto. Il «progresso» è semplicemente un’idea moderna, cioè un’idea falsa. L’europeo di oggi resta, nel suo valore, profondamente al di sotto dell’europeo del Rinascimento; la prosecuzione di uno sviluppo non è assolutamente, per una qualsivoglia necessità, elevazione, potenziamento, consolidamento. Le specie non crescono nella perfezione: i deboli hanno continuamente la meglio sui forti – ciò avviene perché essi sono in gran numero, sono anche più accorti… Darwin ha dimenticato lo spirito (- il che è inglese!-), i deboli hanno più spirito… Si deve aver bisogno di spirito per riceverne, – lo si perde quando non se ne ha più bisogno. Chi ha la forza fa a meno dello spirito”.
Dunque, anche se Darwin e Nietzsche hanno la stessa idea di uomo forte, la differenza è che per il primo è migliore il tipo che sopravvive, mentre per il secondo il tipo superiore non è quello che ha la meglio, ma quello che è migliore, nel senso che è più riuscito e che, a causa della coalizzazione della volontà di potenza dei più deboli, che sono sempre la maggioranza, rischia di perire più facilmente, Nietzsche rimprovera così a Darwin di non essere capace di stabilire un opportuno criterio di valore, se Darwin afferma che i migliori sono quelli che si mantengono e si riproducono di più, Nietzsche risponde che i migliori sono per definizione i più minacciati, i più fragili e i meno fecondi. Da qui le idee di interventi di eugenetica e trans umanesimo..ma questa è un’altra storia.
Il link dove ascoltare la trasmissione è il seguente:

http://www.origini.info/articolo.asp?id=663
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Antidarwinismo in Italiaultima modifica: 2013-11-23T07:37:25+00:00da unius-rei
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